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16 Settembre 2026

Fondo MIMIT da 100 milioni per PMI tessili e accessori

Un nuovo fondo da 100 milioni sostiene l’innovazione delle PMI della moda, con aiuti a fondo perduto, finanziamenti agevolati e regole stringenti sui fornitori.

Fondo MIMIT da 100 milioni per PMI tessili e accessori

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha annunciato l’attivazione di un pacchetto da 100 milioni di euro destinato alle piccole e medie imprese operanti nella filiera della moda, del tessile e degli accessori. L’intervento nasce con la pubblicazione del decreto attuativo dell’articolo 3 della Legge annuale sulle PMI (legge 11 marzo 2026, n. 34) e punta a rafforzare la competitività del settore, favorendo progetti di crescita sul territorio nazionale.

Il decreto da 100 milioni e le sue linee di intervento

Le risorse provengono dal Fondo per la crescita sostenibile e saranno erogate tramite programmi di sviluppo con un valore compreso tra 1 e 20 milioni di euro ciascuno. Il meccanismo prevede una combinazione di contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati con quest’ultimi che possono coprire fino al 20 % degli investimenti ammissibili. In totale, le agevolazioni possono arrivare a coprire il 75 % della spesa complessiva di un progetto.

Contributi a fondo perduto e finanziamenti fino al 20 %

Il contributo a fondo perduto è destinato a sostenere costi non ricorrenti, mentre il finanziamento agevolato consente di dilazionare il pagamento di una parte dell’investimento, riducendo l’onere finanziario per l’impresa. La soglia massima del 20 % riguarda gli investimenti ritenuti “ammissibili”, ossia quelli elencati nelle linee di intervento del bando.

Investimenti ammissibili: impianti, innovazione e formazione

Tra le spese ammissibili rientrano la creazione, l’ampliamento, la riconversione o la ristrutturazione di unità produttive; l’innovazione di processo e organizzativa che può rappresentare fino al 40 % dell’investimento totale; e la formazione del personale, limitata al 20 % della spesa complessiva. Per progetti di investimento produttivo con costi superiori a 5 milioni di euro, è prevista una voce dedicata a ricerca industriale e sviluppo sperimentale.

Priorità territoriali: mezzogiorno e micro-imprese

Il decreto riserva una quota specifica per le realtà più piccole: il 25 % del fondo (25 milioni di euro) è destinato alle micro e piccole imprese. Inoltre, il provvedimento include una misura di riequilibrio territoriale: 40 milioni di euro, ovvero il 40 % dell’intero stanziamento, sono indirizzati alle regioni del Mezzogiorno, con l’obiettivo di rafforzare la presenza produttiva nei territori storicamente meno serviti.

Regole di ammissibilità: il divieto di fornitori collegati

Un aspetto delicato dei bandi di incentivo è la restrizione relativa ai fornitori collegati. Le spese sostenute verso soggetti con rapporti societari, familiari o di controllo con il beneficiario vengono escluse dalla copertura dell’aiuto. Tale esclusione è prevista in molte tipologie di finanziamento, inclusi i contratti di sviluppo e le misure per la transizione energetica, e riguarda sia le spese di acquisto di beni materiali sia quelle di servizi. Per dimostrare la assenza di collegamento è necessario fornire dichiarazioni formali e, in alcuni casi, documentazione che provi la separazione tra le parti.

Come verificare l’indipendenza del fornitore

Le amministrazioni richiedono la dichiarazione di nessun rapporto di parentela o partecipazione societaria entro il terzo grado. Inoltre, per alcuni bandi è prevista una verifica retrospettiva che copre i 24 mesi precedenti la domanda. Qualora la spesa fosse ritenuta non ammissibile per collegamento, il controllo comporta l’esclusione totale dell’importo dalla valutazione del progetto, non una semplice riduzione.

Le modalità operative per la presentazione delle domande saranno definite in un successivo provvedimento della Direzione generale per gli incentivi alle imprese del ministero. Fino a quel momento, le imprese interessate sono invitate a preparare la documentazione necessaria, a verificare la conformità dei propri fornitori e a valutare attentamente i criteri di ammissibilità per massimizzare le opportunità offerte dal fondi per la moda.

Autore

Francesca Spadaro

Francesca Spadaro ha ricostruito una catena di investimenti veronese partendo dai bilanci depositati alla Camera di Commercio; è analista finanziaria che coordina dossier su PMI e mercati. Laureata in economia, collabora con camerali locali e cura newsletter economiche territoriali.