Il Premio Nobel per le scienze economiche è l’unica onorificenza associata al nome di Alfred Nobel che non compare nel suo testamento del 1895. Ideato per celebrare l’anniversario dei trecento anni della Sveriges Riksbank fu istituito nel 1969 grazie a un capitale appositamente destinato dalla banca centrale svedese. Sin dalla sua prima edizione, il riconoscimento ha attirato l’attenzione di accademici, politici e dei discendenti di Nobel, dando vita a un dibattito continuo sulla legittimità di inserire l’economia tra i campi “scientifici” premiati.
Il premio è gestito dalla Fondazione Nobel e viene assegnato ogni anno dalla Accademia reale delle scienze svedese. Il processo di nomina ha inizio circa un anno prima della cerimonia di dicembre: un gruppo selezionato di università, ex vincitori e membri dell’Accademia invia candidature che rimangono segrete per cinquant’anni. La decisione finale, presa con voto inappellabile, è comunicata al vincitore poco prima dell’annuncio pubblico.
Nascita del premio e ruolo della Sveriges Riksbank
L’iniziativa nacque dall’idea di Per Åsbrink governatore della Riksbank, che desiderava celebrare il 300° anniversario della più antica banca centrale al mondo. Con il supporto di economisti di spicco come Assar LindbeckErik Lundberg e Gunnar Myrdal fu creata la Jubilee Fondazione Banca di Svezia. Dopo diverse discussioni interne sull’attinenza dell’economia alla scienza, nel maggio 1968 la banca, la Fondazione Nobel e l’Accademia concordarono le regole che avrebbero guidato la concessione del premio, formalizzate dal governo svedese nel gennaio 1969.
Il primo comitato deliberante
Il comitato inaugurale era composto da cinque eminenti economisti: Bertil Ohlin (presidente), Erik LundbergIngvar SvennilsonHerman Wold e Assar Lindbeck. Tutti appartenevano a università svedesi di rilievo, come la Scuola di Economia di Stoccolma e l’Università di Göteborg, conferendo al nuovo premio una credibilità accademica sin dalle sue prime edizioni.
Procedura di selezione e criteri di assegnazione
Ogni anno l’Accademia reale delle scienze invita individui qualificati – membri dell’Accademia, professori di discipline affini, ex vincitori e ricercatori di istituzioni nordiche – a presentare candidature. Si ricevono tra due e trecento proposte, che corrispondono a circa cento candidati distinti. Una commissione di cinque-otto membri, di cui due non economisti, valuta i profili e redige una relazione per l’Accademia, che approva la lista finale all’inizio di ottobre. Il premio può essere condiviso da un massimo di tre persone, tutte viventi al momento dell’annuncio.
Dotazione economica e gestione del fondo
La dotazione finanziaria del premio è equiparata a quella dei tradizionali Nobel, ma la sua fonte è diversa: mentre i Nobel originali derivano dal rendimento del capitale lasciato da Alfred Nobel, il premio in economia è finanziato dal rendiconto della Riksbank. L’importo varia in base agli investimenti e, nel 2023, ammontava a 11 milioni di corone svedesi (circa 950 000 euro), cifra mantenuta stabile negli anni successivi.
Critiche, polemiche e casi emblematici
Diversi discendenti di Alfred Nobel hanno contestato l’uso del cognome per questo riconoscimento, sostenendo che il testamento non prevedeva un premio per l’economia e citando una supposta avversione di Nobel verso il mondo commerciale. Alcuni economisti, tra cui Gunnar Myrdal e Kjell-Olof Feldt hanno proposto l’abolizione del premio, in parte per ritenere ingiuste le scelte, come la premiazione di liberisti come Milton Friedman e Friedrich von Hayek.
Scandali e dibattiti sulla legittimità
Il caso del Long Term Capital Management gestito dai vincitori del 1997 Robert Merton e Myron Scholes ha alimentato il dubbio che la teoria economica premiata potesse avere conseguenze pratiche pericolose. Inoltre, la lente storia del premio (fino al 2009 esclusivamente maschile) ha sollevato critiche di genere, finché nel 2009 la prima donna, Elinor Ostrom ricevette il riconoscimento. Storici economici come Avner Offer e Gabriel Söderberg hanno inoltre accusato il premio di aver legittimato il giro neoliberista degli anni ’70-’80.



