Salta al contenuto
2 Novembre 2026

Carmignac Patrimoine: diversificazione vincente su più fronti

Scopri come Carmignac Patrimoine trasforma la volatilità in performance sostenibili.

Carmignac Patrimoine: diversificazione vincente su più fronti

Il panorama finanziario di oggi non assomiglia più a quello di dieci anni fa: le tradizionali relazioni tra azioni e obbligazioni si sono indebolite e la diversificazione tradizionale risulta più ardua. In questo contesto, un fondo che riesca a sfruttare più fonti di rendimento nelle diverse fasi del ciclo di mercato può ottenere un vantaggio competitivo significativo.

Il Fondo Carmignac Patrimoine ha mostrato una netta inversione di tendenza tre anni dopo la riorganizzazione del team di gestione avvenuta nel settembre 2023. L’intervento non ha comportato una rottura radicale, ma ha affinato la capacità di combinare simultaneamente diversi motori di performance, adattandoli alle nuove dinamiche dei mercati globali.

Rinascita del fondo dopo la riorganizzazione del 2023

La revisione operata a settembre 2023 ha introdotto un approccio più dinamico alla diversificazione, basato su quattro pilastri interconnessi. Il team ha infatti deciso di non ancorare il portafoglio a un singolo scenario, ma di modulare costantemente l’esposizione a seconda dei segnali macro-economici, delle valutazioni di mercato e delle opportunità settoriali. Questo nuovo asset-allocation ha permesso al fondo di catturare rendimenti sia in contesti di crescita che in periodi di correttivi, senza sacrificare la protezione del capitale.

Nuovo approccio alla diversificazione

L’idea centrale è stata quella di separare le decisioni di investimento dalle decisioni di esposizione valutaria, trattandole come leve autonome. Inoltre, è stata introdotta una “duration modificata” per le obbligazioni, con un intervallo che può variare da -4 a +10, consentendo al gestore di passare da una posizione difensiva a una offensiva in base al trend dei tassi. Questo livello di flessibilità rappresenta una novità rispetto ai portafogli tradizionali, dove la duration è tipicamente fissa.

I quattro driver di rendimento: obbligazioni, azioni, valute e macro-strategia

Nel triennio considerato, il fondo ha attuato una combinazione di quattro leve operative, ognuna responsabile di una quota significativa del risultato complessivo. La loro interazione ha consentito di mitigare le perdite in un segmento grazie ai guadagni in un altro, creando un profilo di rischio più bilanciato rispetto al benchmark.

Obbligazioni flessibili

La gestione delle obbligazioni si è basata su una “duration modificata” che ha oscillato tra valori negativi e positivi, permettendo al fondo di trarre profitto da un rialzo dei rendimenti. Un esempio concreto è rappresentato dal 2026, quando gli indici obbligazionari hanno registrato perdite tra il 2% e il 4%, ma la componente obbligazionaria del fondo ha aggiunto circa il 3% alla performance totale. Questa cifra è stata il frutto di tre scelte chiave: l’uso di obbligazioni indicizzate all’inflazione, una posizione corta sui segmenti a lunga scadenza negli USA ed Europa, e un gioco sullo spread fra titoli di Stato francesi e tedeschi.

Azioni orientate ai trend strutturali

Nel segmento azionario, la strategia si è concentrata su trend di lungo periodo come l’intelligenza artificiale, ma con un’attenta valutazione delle valutazioni di mercato. Dal 2024 il fondo ha evitato di concentrare gli investimenti solo sulle grandi tech americane, scegliendo invece società della catena produttiva dell’AI, quali TSMC, Broadcom e SK Hynix. Queste scelte hanno generato quasi 8 punti percentuali di sovraperformance rispetto all’MSCI AC World, mantenendo al contempo una diversificazione geografica che ha limitato i rischi di concentrazione.

Gestione valutaria attiva

Un elemento distintivo è la gestione valutaria separata dalla scelta di asset sottostanti. Nel 2025, quando il dollaro USA ha perso circa il 12% rispetto all’euro, il fondo ha continuato a investire in società statunitensi, ma ha ridotto notevolmente l’esposizione al cambio. Parallelamente, ha sfruttato posizioni su valute emergenti, in particolare sudamericane, che hanno aggiunto valore al portafoglio. Questa duplice funzione della componente valutaria ha permesso al fondo di proteggere il capitale da rischi di cambio e di trasformare le previsioni macro in rendimenti aggiuntivi.

Strumenti macro per il beta

Infine, la macro-strategia ha operato tramite futures, opzioni e strumenti sulla volatilità, consentendo di modulare rapidamente l’esposizione netta azionaria tra 0% e 50%. Un episodio emblematico è avvenuto nell’aprile 2025, quando gli annunci statunitensi sui dazi hanno provocato una caduta del 20% nei mercati. Grazie a put su indici e opzioni sul VIX, il fondo è riuscito a contenere il drawdown al -5,4% e a riprendere rapidamente la posizione quando la volatilità ha toccato i 60 punti.

Performance 2023-2026: numeri e confronti

Dal 1° settembre 2023 al 30 settembre 2026, il Carmignac Patrimoine ha conseguito un rendimento lordo del 33,7%, superando il 25,2% dell’indice di riferimento, pari a circa il 10% annuo su base composta. La volatilità è rimasta intorno al 6%, mentre il picco di perdita (drawdown) è stato del -5,4%, ben al di sotto del -9,4% del benchmark. Questi dati dimostrano che la combinazione delle quattro leve operative ha consentito non solo di generare rendimenti superiori, ma anche di contenere il rischio in maniera più efficace rispetto a un portafoglio tradizionale multi-asset.

Autore

Francesca Spadaro

Francesca Spadaro ha ricostruito una catena di investimenti veronese partendo dai bilanci depositati alla Camera di Commercio; è analista finanziaria che coordina dossier su PMI e mercati. Laureata in economia, collabora con camerali locali e cura newsletter economiche territoriali.