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29 Settembre 2026

Investimenti record superano i 35 miliardi, occupazione in rialzo

Le imprese italiane tornano a crescere: export in +3,3% e investimenti al picco decennale.

Investimenti record superano i 35 miliardi, occupazione in rialzo

Nel corso del 2025 le 1.700 imprese più rilevanti del Paese hanno invertito la tendenza negativa degli anni precedenti, registrando un incremento complessivo dello 0,5% nei ricavi. Dopo una contrazione del -6,2% nel 2023 e del -3% nel 2024, la crescita è stata alimentata soprattutto dal mercato estero, dove le esportazioni hanno guadagnato +3,3% compensando il calo dell’1% del consumo interno.

Crescita dei ricavi: il ruolo dell’export e la stabilità della manifattura

Il settore manifatturiero ha mostrato la performance più solida, con un +1,7% di fatturato rispetto al 2024. Le vendite all’estero hanno contribuito con un +2,9% mentre il mercato domestico è rimasto quasi piatto, con un +0,3%. Questi dati evidenziano come la capacità di penetrare i mercati internazionali sia diventata la linfa vitale per la ripresa delle grandi aziende italiane.

Andamento decennale: +39,6% di fatturato dal 2016 al 2025

Il rapporto “Dati cumulativi” dell’Area Studi Mediobanca, che analizza il periodo 2016-2025, mostra un crescita del 39,6% del fatturato aggregato delle società campione. Le esportazioni hanno registrato un balzo del 45,6% mentre le vendite sul mercato interno sono aumentate del 36,4%. La manifattura ha guidato il miglioramento con un +41,3% di fatturato, grazie a un +46% di vendite all’estero e a un +36,5% di quelle nazionali.

Investimenti reali al picco storico e impatto sull’occupazione

Nel 2025 gli investimenti reali hanno toccato la soglia di 35,5 miliardi di euro il livello più alto degli ultimi dieci anni. Questa spesa massiccia è stata particolarmente concentrata nei settori dell’impiantistica e delle costruzioni che hanno registrato incrementi rispettivamente del +142,5% e del +131,1%. Parallelamente, l’occupazione nelle imprese private è cresciuta del +11,8% nel decennio, mentre il settore pubblico non ha mostrato variazioni significative.

Settori in crisi: radiotelevisione, stampa-editoria e telecomunicazioni

Non tutti i comparti hanno beneficiato della ripresa. L’emissione radiotelevisiva ha registrato una flessione del -12,5% la stampa-editoria è scesa del -4,4% e le telecomunicazioni hanno perso -3,7% di fatturato rispetto al 2016, rimanendo al di sotto dei livelli pre-pandemici.

Valore creato e prospettive future

Nel periodo analizzato, le imprese hanno generato in media 9.300 euro di valore aggiunto annuo per ciascuna unità tra il 2016 e il 2025. I dati confermano la resilienza del tessuto produttivo italiano, soprattutto per le realtà di media e media-grande dimensione, definite come IV capitalismo le quali hanno visto una crescita dei ricavi del +50,4% nell’intero decennio.

Autore

Niccolò Conforti

Niccolò Conforti ha seguito il lancio di una startup napoletana in un incontro al Centro Direzionale, sostenendo una linea editoriale pro-innovazione nel settore fintech. Analista fintech, porta un dettaglio biografico: mantiene un registro delle prime pitch a cui ha assistito a Napoli.