Il processo di concentrazione dei fondi pensione preesistenti è proseguito nel 2025, portando il numero di forme attive a 131, cioè venti unità in meno rispetto all’anno precedente. Nonostante la riduzione strutturale, il patrimonio netto destinato alle prestazioni è cresciuto a 71,886 miliardi di euro, segnando un incremento di 2,2 miliardi (+3,19 %). Dal 1999 il totale ha registrato una crescita media annua del 5,31 %, dimostrando la solidità del settore.
Concentrazione delle forme e dinamiche di contribuzione
Alle 131 forme rientrano 96 fondi autonomi e 35 fondi interni, corrispondenti al 98,89 % del patrimonio complessivo. La base dei pensionati è salita a 694.452 unità, con un aumento di oltre 5 mila rispetto al 2024. I versamenti sono cresciuti del 4,4 % e il contributo medio pro capite ha raggiunto 8.840 euro, valore ben al di sopra di quello delle altre forme di previdenza complementare.
Dettaglio delle riserve assicurative
Nei fondi autonomi, 28,335 miliardi sono attribuiti a riserve matematiche presso compagnie di assicurazione, pari al 41,73 % del patrimonio; la quota è leggermente in diminuzione rispetto all’anno precedente. Il restante 69,8 % è gestito da operatori finanziari professionali, mentre il 30,2 % è direttamente gestito dai fondi, con una parte consistente investita in OICR e OIVCM (gestione semidiretta).
Asset allocation: un profilo ancora prudente ma in evoluzione
Escludendo le riserve assicurative, la composizione degli investimenti resta prevalentemente difensiva: i titoli di debito costituiscono il 41,1 % (di cui il 26,3 % in titoli di Stato), i titoli di capitale il 24,9 %, seguiti da OICR/OIVCM (22 %) e polizze assicurative finanziarie (6,7 %). La liquidità è al 3,3 % e gli immobili al 1,7 %. Quando si includono le gestioni assicurative, la componente prudente supera il 70 % del patrimonio.
Private equity in evidenza
Nel segmento dei mercati privati, i fondi di investimento alternativi (FIA) ammontano a 2,86 miliardi (4,14 % del totale). Per la prima volta il private equity diventa la tipologia dominante, passando dal 22,12 % al 29,84 % del valore dei FIA. Il peso dei fondi immobiliari è diminuito al 24,69 % (dal 56 % nel 2020), mentre le infrastrutture sono salite al 18,37 %, il private debt al 14,49 % e gli investimenti a impatto sociale al 10,94 %. Il venture capital resta marginale (1,68 %).
Gestori, performance e prospettive future
Il mercato della gestione indiretta resta altamente concentrato: i primi dieci gestori controllano oltre il 70 % degli AUM affidati in mandato. Eurizon Capital è leader con il 17,44 % degli asset, seguito da Amundi (8,86 %) e Generali (7,48 %). Le polizze assicurative, che rappresentano la parte più significativa delle riserve, sono dominate da Generali Italia (42,56 %), Allianz (23,20 %) e Unipol Assicurazioni (22,42 %). Il rendimento annuo medio del 2025 è stato del 3,8 %, al di sotto del 4,3 % del 2024, ma il tasso composto degli ultimi dieci anni si attesta al 3,24 %, superiore al 2,66 % medio di rivalutazione del TFR.



