Il 23 ottobre 2026, dal palco del Teatro della Quattordicesima nel quartiere Corvetto, Pierfrancesco Majorino ha annunciato la sua candidatura a sindaco di Milano. In una serata dedicata alla memoria del consigliere comunale Carlo Monguzzi, Majorino ha delineato un progetto politico che punta a introdurre una fase di discontinuità nel centrosinistra cittadino, mantenendo però le molte azioni ritenute positive degli ultimi quindici anni.
Annuncio pubblico e priorità politiche presentate al Corvetto
Nella dichiarazione inaugurale, Majorino ha affermato la necessità di avvicinare la politica ai territori: il primo atto, se eletto, sarà l’apertura di un ufficio del sindaco in un quartiere popolare per favorire il confronto diretto con chi vive maggiori fragilità. Sul palco erano presenti figure politiche e istituzionali tra cui Claudia Pinelli, gli assessori comunali Gaia Romani, Lamberto Bertolè e Anna Scavuzzo, oltre a ex assessori come Bruno Tabacci e Franco D’Alfonso e il banchiere Pietro Modiano. Il messaggio centrale della serata è stato chiaro: coniugare il riconoscimento dei risultati passati con un approccio più radicale su temi quali la casa, l’urbanistica e i servizi essenziali.
Urbanistica, Piano Casa e contrasto ai fondi immobiliari
Majorino propone una revisione complessiva delle politiche territoriali: l’obiettivo è scrivere un nuovo Piano coinvolgendo università, associazioni e parti sociali, convocabili entro quindici giorni dall’insediamento. Tra le misure concrete figura la difesa dalla pressione dei grandi fondi immobiliari e un maggior ricorso alla rigenerazione e alla riqualificazione dell’esistente. Per finanziare gli interventi, il candidato chiede un aumento di almeno il 20% degli oneri di urbanizzazione e un allineamento degli oneri tra centro e periferia, oltre all’introduzione di una tassa sul cambio di destinazione d’uso.
Sul fronte abitativo, Majorino propone di potenziare il Piano Casa raddoppiandone gli esiti: la cifra indicativa è di almeno 20.000 alloggi in 10 anni, da ottenere anche attraverso l’acquisto di immobili privati, il coinvolgimento della cooperazione e l’intervento diretto del Comune sul mercato calmierato. L’intento dichiarato è mettere il Comune al centro delle politiche abitative, non solo come regolatore ma come attore attivo nella produzione di offerta a prezzi contenuti.
Sport e servizi pubblici: la polemica sulle piscine
Majorino ha criticato quanto accaduto la scorsa estate con la chiusura di numerose piscine comunali, definendo lo scenario “avvilente” e inaccettabile. Per questo propone interventi sulle tariffe affinché il diritto alla fruizione degli impianti non rimanga selettivo. Sul tavolo c’è la volontà di rivedere gestione e accessibilità degli spazi sportivi affinché siano effettivamente a disposizione di tutte le fasce di popolazione.
Clima, trasporti e misure per le emissioni
Tra gli obiettivi ambientali, Majorino propone di lavorare per abbassare la temperatura urbana: l’orizzonte indicato è una riduzione media di almeno due gradi nelle aree più calde della città entro la fine del mandato. Le proposte concrete includono interventi di mitigazione urbana e una riorganizzazione delle consegne in centro: Majorino vuole che le attività in Area C adottino mezzi a emissioni zero, favorendo cargo bike, furgoni elettrici e la creazione di micro-hub di quartiere con aree dedicate al carico e scarico per veicoli a zero emissioni.
Il trasporto pubblico resta una priorità strategica: Majorino riconosce i successi ottenuti con le cinque linee metropolitane esistenti e rilancia la necessità di una linea metropolitana sesta, di tipo circolare, come passo successivo per migliorare la mobilità e il collegamento tra periferie e centro.
Redistribuzione fiscale e flat tax
Un tema ricorrente nel discorso è il rapporto tra ricchezza e servizi: Majorino ha indicato la presenza in città di numerosi “super ricchi” che beneficiano della flat tax e ha avanzato l’idea di chiedere loro un contributo aggiuntivo. L’argomentazione politica unisce un richiamo alla giustizia sociale con la preoccupazione per l’espulsione di categorie fondamentali per la vita cittadina — come tramvieri, infermieri e operatori sociali — dalla possibilità di vivere e lavorare nella stessa città.
La candidatura di Majorino inaugura dunque una campagna elettorale che vuole miscelare continuità su temi come trasporto pubblico e diritti civili con proposte più decise su casa, urbanistica e redistribuzione. L’annuncio al Corvetto del 23 ottobre 2026 segna l’avvio formale di una sfida politica che metterà al centro la relazione diretta con i quartieri e la ricerca di strumenti amministrativi e fiscali per affrontare le emergenze cittadine.



