La giornata di mercato si è caratterizzata per una forte volatilità, con le borse europee che hanno chiuso leggermente in rosso. A Milano il FTSE MIB ha perso lo 0,14%, mentre a New York gli indici principali sono scesi tra lo 0,45% e lo 0,78%. Il clima di incertezza è stato alimentato da tre fattori principali: l’impennata dei prezzi dell’energia, l’aumento dei rendimenti sui titoli di Stato statunitensi e le preoccupazioni legate allo sviluppo dell’intelligenza artificiale.
Il rally del petrolio mette sotto pressione i mercati
Il Brent ha superato la fascia dei 108 dollari al barile, toccando i 108,5, mentre il WTI si è attestato a 105,5 dollari. Questo balzo è stato in parte scatenato dalle tensioni persistenti in Medio Oriente, che hanno ridotto la percezione di disponibilità di approvvigionamento. Le società energetiche hanno beneficiato di questo slancio: Tenaris è stata il titolo più robusto a Piazza Affari, con un guadagno superiore al 3%. Al contempo, le azioni di Campari hanno registrato una crescita del 5,5% grazie a promozioni di UBS e Morgan Stanley.
Riflessioni sul settore energetico
La dinamica dei prezzi dell’energia ha influito direttamente sui costi di produzione di molte imprese, alimentando timori di un ulteriore rialzo dell’inflazione. Gli operatori di mercato temono che una prosecuzione di questi valori possa spingere le banche centrali a intervenire con politiche più restrittive.
Le banche italiane tra dubbi e offerte
Nel panorama bancario, il Banco BPM è sceso dello 0,4% nella sessione del consiglio di amministrazione, mentre Unicredit ha chiuso in ribasso di oltre il 2% dopo il vertice con il governo tedesco. Anche Intesa Sanpaolo ha operato una valutazione di offerte su MPS, stimando un vantaggio rispetto a proposte concorrenti. Altri titoli bancari hanno subito pressioni: Prysmian ha perso il 6,5% e ST il 7,07%, riflettendo il sell-off globale sul comparto tech.
Rendimenti Treasury al 5%: segnali di una stretta monetaria
Il rendimento del Treasury decennale ha raggiunto il 5,04%, il livello più alto dal 2007, superando il picco del 2023. Questa crescita è stata accompagnata da un aumento dello spread BTP-Bund, che ha toccato 88 punti base, indicando una crescente avversione al rischio europeo. Gli investitori attendono la conferenza stampa del presidente della Fed, Kevin Warsh, per capire se la politica monetaria si orienterà verso un primo aumento dei tassi da luglio 2023. L’assenza di segnali estremamente restrittivi potrebbe comunque mantenere una parte dei rialzi fuori dal prezzo dei titoli.
Reazioni dei mercati statunitensi
Negli USA, il Dow Jones ha perso lo 0,63% chiudendo a 52.092,57 punti, il Nasdaq è sceso dello 0,78% a 25.981,57 e l’S&P 500 ha ceduto lo 0,45% a 7.585,68. Il settore tecnologico ha subito un colpo, con titoli come Nvidia, Broadcom, AMD e Intel in calo, a causa delle recenti dichiarazioni di leader del settore AI che invitano a un rallentamento degli sviluppi per motivi di sicurezza.
Parallelamente, il dollaro ha continuato a rafforzarsi, spingendo l’euro verso quota 1,15. Il gas naturale scambiato ad Amsterdam ha mostrato un leggero rimbalzo, mentre il prezzo del Brent rimane stabile sopra i 109 dollari per il contratto di novembre.



