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Perché l’incertezza politica ed energetica ha ampliato la volatilità dei mercati

Negli ultimi mesi si è osservato un incremento marcato di vari indicatori di incertezza: dall’Economic Policy Uncertainty (EPU) statunitense e globale alle misure legate al trade policy uncertainty e al geopolitical risk.

Dal gennaio 2026 in poi questi indicatori, insieme alla volatilità del mercato azionario e a quella del petrolio, hanno mostrato rialzi significativi, segnando una fase che molti analisti definiscono come un periodo di tensione autoalimentata. Qui esploreremo come questi fenomeni si interconnettono e cosa possono imparare investitori e decisori pubblici.

Per chiarezza: per recessione intendiamo la definizione convenzionale utilizzata dal NBER, ovvero un calo significativo dell’attività economica che dura più di alcuni mesi. Questo concetto è importante perché le dinamiche di incertezza e volatilità avvengono spesso in parallelo con i cicli economici, e i grafici che sovrappongono EPU, VIX e indici di rischio geopolitico mostrano come i picchi di incertezza si concentrino in fasi delicate del ciclo.

Indici di incertezza e volatilità: cosa mostrano i numeri

I dati segnalano che l’EPU statunitense (blu) e globale (rosso) si sono mantenuti elevati, mentre il Trade Policy Uncertainty e l’indice di GeoPolitical Risk hanno anch’essi aumentato la loro influenza sui mercati. In parallelo, l’indice VIX e la volatilità degli ETF legati al petrolio hanno registrato incrementi che spesso anticipano o accompagnano fasi di pressione sui prezzi delle azioni. È utile osservare che, seppure valori più alti siano stati registrati anche in passato, gran parte dell’accumulo recente sembra derivare da dinamiche politiche e comunicative che hanno amplificato le reazioni di mercato, ovvero un fenomeno in buona parte autoindotto.

Connessioni con i cicli economici

L’analisi temporale mostra che i picchi di incertezza tendono a sovrapporsi alle fasi di contrazione identificate dal NBER. Tuttavia, il rapporto non è sempre unidirezionale: nelle economie avanzate, i mercati possono anticipare i deterioramenti reali e quindi provocare reazioni di politica che aumentano l’EPU. Questo meccanismo di feedback fa sì che gli shock iniziali, come aumenti dei prezzi energetici o cambiamenti di politica commerciale, si traducano rapidamente in maggior volatilità finanziaria.

Le recessioni dal 1980 a oggi e la risposta del mercato azionario

Guardando alle recessioni statunitensi dal 1980, il mercato azionario ha sempre recuperato e spesso sovraperformato: 1980 (durata 6 mesi) con trough dell’S&P 500 il March 27, 1980 e guadagni successivi del 6.600%; 1981-1982 (16 mesi) trough Aug. 12, 1982 e guadagni 6.325%; 1990-1991 (8 mesi) trough Oct. 11, 1990 e guadagni 2.127%; 2001 (8 mesi) trough Oct. 9, 2002 e guadagni 747%; 2007-2009 (18 mesi) trough March 9, 2009 e guadagni 872%; 2026 (2 mesi) trough March 23, 2026 e guadagni 194%. Questi numeri illustrano che, sebbene ogni recessione porti stress, la storia mostra riprese robuste dei mercati.

Lezioni pratiche per gli investitori

Un principio fondamentale è evitare di cercare di timing del mercato. La strategia del dollar-cost averaging, ovvero investire somme fisse a intervalli regolari, riduce il rischio di entrare o uscire nel momento sbagliato. Inoltre, mantenere un fondo di emergenza aiuta a evitare la vendita forzata di asset in fasi di ribasso, preservando la capacità di beneficiare delle riprese di mercato. Queste pratiche sono coerenti con la massima finanziaria che il tempo nel mercato batte il tentativo di prevederlo.

Contagi europei e risultati della wavelet analysis

Uno studio che applica tecniche di wavelet a paesi europei mostra che la relazione tra EPU e rendimenti azionari è particolarmente forte nelle bande temporali tra 4 e 32 mesi. L’analisi segnala che, spesso, i rendimenti azionari anticipano le variazioni dell’EPU, suggerendo che i mercati possono funzionare da segnalatori anticipati di incertezza politica. Inoltre, la crisi da COVID-19 ha amplificato queste co-movimenti in modo strutturale, non solo come picco temporaneo.

Ruolo della Germania e implicazioni di policy

Un risultato chiave è che, dopo aver controllato per l’EPU tedesca, il legame diretto tra incertezza locale e rendimenti in altri paesi si attenua notevolmente. Questo indica che la Germania ha svolto un ruolo da canale principale di contagio: la stabilità di una economia centrale si riflette come bene pubblico regionale. Per gli investitori, monitorare gli indicatori di incertezza delle economie core è quindi più informativo che concentrarsi solo sulle condizioni domestiche; per i policymaker, mantenere politiche prevedibili contribuisce a ridurre la volatilità nei mercati vicini.

In sintesi, l’aumento di economic policy uncertainty, la volatilità energetica e le dinamiche di spillover richiedono una lettura integrata: gli operatori devono adottare strategie di lungo periodo e i decisori politici devono riconoscere l’effetto esterno delle proprie scelte. Strumenti analitici avanzati come le wavelet restano utili per decompattare le relazioni nel tempo-frequenza e guidare decisioni più informate.

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