Nel corso della domenica 20 settembre 2026 il mercato dei carburanti ha mostrato un nuovo slancio verso l’alto. I dati ufficiali raccolti dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) indicano che, sia per la benzina che per il diesel le quotazioni medie sono aumentate rispetto al giorno precedente, creando pressione sia sui consumatori privati sia sulle imprese di trasporto.
Prezzi medi nazionali in modalità self service
Analizzando l’intera rete stradale nazionale, il valore medio per la benzina self service si attesta a 2,154 €/l, mentre il diesel raggiunge i 2,334 €/l. Questi numeri sono il risultato di una media pesata su tutti i listini comunicati dai gestori, comprensiva delle differenze tra grandi catene e distributori indipendenti. Il self service rimane la modalità più conveniente rispetto al servito, ma la differenza si sta restringendo a causa dell’incremento generale dei costi della materia prima.
Variazioni rispetto al giorno precedente
Il giorno prima, la media nazionale della benzina era di 2,132 €/l, con un lieve rialzo di 0,022 €/l. Il diesel è passato da 2,246 €/l a 2,266 €/l, un aumento di 0,020 €/l. Questi scostamenti, seppur di pochi centesimi, si traduiscono in un impatto significativo per chi riempie regolarmente il serbatoio, soprattutto per i veicoli con serbatoi di 50 litri, dove la spesa aggiuntiva può superare i 10 € per pieno.
Il rincaro sulla rete autostradale
Il segmento più penalizzato resta la rete autostradale, dove le accise e i canoni di concessione elevano i prezzi di vendita. Qui, la benzina self service ha raggiunto i 2,245 €/l, mentre il diesel ha toccato quota 2,413 €/l. Nella giornata successiva gli stessi valori erano rispettivamente 2,222 €/l e 2,326 €/l, evidenziando un balzo di circa 0,023 €/l per la benzina e 0,087 €/l per il diesel.
Andamento dei principali marchi
Secondo le rilevazioni interne, IP ha aumentato di 0,02 €/l sia la benzina sia il diesel il 17 settembre. Q8 ha registrato un ribasso di 0,01 €/l sulla benzina ma un rialzo di 0,05 €/l sul diesel, mentre Tamoil ha incrementato di 0,01 €/l entrambe le tipologie. Il canale “extra rete”, riservato a professionisti come autotrasportatori, ha mostrato una leggera flessione grazie alla caduta del prezzo del Brent, ma la tendenza generale resta al rialzo.
Misure fiscali e sconti alle accise
Il governo ha risposto all’impennata dei prezzi con un pacchetto di interventi attivi dal 18 settembre. Un nuovo sconto sulle accise del diesel, pari a 12,2 centesimi al litro, è stato introdotto per una settimana, seguito da una riduzione di 6,1 centesimi dal 26 settembre al 5 ottobre. Per la benzina, al momento, non sono previsti ulteriori tagli. Inoltre, a partire dal 6 ottobre, entrerà in vigore il meccanismo delle “accise mobili”, che adeguerà automaticamente le imposte in base ai rialzi internazionali del greggio.
Impatto sulle famiglie e sulle imprese
Con le attuali quotazioni, un pieno completo di 50 litri di benzina costa oltre 107 €, mentre quello di diesel supera i 113 €. Questo onere, sommato al peso delle accise, grava sul bilancio delle famiglie e aumenta i costi logistici per le aziende. Le proposte di ulteriori riduzioni delle accise sono state oggetto di dibattito: mentre in Germania si discute una temporanea diminuzione dell’IVA sui carburanti, in Italia l’economista Carlo Cottarelli ha suggerito interventi mirati alle categorie più vulnerabili anziché un taglio generalizzato.
Il mercato dei carburanti rimane influenzato da fattori globali, tra cui le scorte ridotte, le raffinerie offline e la ripresa della domanda dalla Cina. Anche il rafforzamento del dollaro, conseguenza dei rialzi dei tassi della Fed, rende più costoso il greggio quotato in dollari per gli acquirenti europei, alimentando ulteriormente la spirale dei prezzi alla pompa.



