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31 Ottobre 2026

Spesa militare russa 2027: 17.100 miliardi di rubli e debito in crescita

Il Cremlino punta il 35% del bilancio al 2027 per la difesa, ma il deficit e le obbligazioni infruttuose minacciano la sostenibilità finanziaria.

Spesa militare russa 2027: 17.100 miliardi di rubli e debito in crescita

Dal 2022 il Cremlino ha dovuto rivedere più volte verso l’alto il proprio bilancio, soprattutto per far fronte alle crescenti spese militari. Il risultato è stato un aggravamento costante del deficit, che nel 2027 dovrebbe superare le previsioni più ottimistiche.

Il progetto di bilancio per il prossimo anno prevede che il 35% della spesa totale sia destinato alla difesa nazionale, una quota senza precedenti nella storia recente della Russia. Tale decisione è strettamente legata al sostegno delle operazioni in Ucraina, ma le cifre coinvolte sollevano dubbi sulla sostenibilità a lungo termine.

Difesa al 35% del bilancio: cifre e confronti

Il governo russo ha fissato una spesa per la difesa pari a 17.100 miliardi di rubli, ossia circa 190 miliardi di euro. Questa somma equivale a tre volte il budget delle forze armate francesi per il 2027, che si aggira intorno ai 63,4 miliardi di euro. Un tale investimento, sebbene motivato dalla necessità di mantenere le operazioni militari, crea una pressione enorme sullo Stato, che deve trovare risorse per finanziare altre aree critiche dell’economia.

Spesa prevista per il 2027

Gli analisti del Ministero delle Finanze indicano che il valore di 17.100 miliardi di rubli non è una stima fissa, ma una soglia minima. Qualora le operazioni in Ucraina dovessero protrarsi o intensificarsi, il costo reale della difesa potrebbe superare di gran lunga tale cifra, aggravando ulteriormente il deficit.

Confronto con altri Paesi

Il livello di spesa militare della Russia supera di gran lunga quello di molte potenze europee. Per fare un paragone, il Regno Unito prevede una spesa militare di circa 60 miliardi di sterline per il 2027, ben al di sotto dei quasi 200 miliardi di euro russi. Questo squilibrio rende evidente la dipendenza della Russia da un modello di finanziamento basato quasi interamente sul debito pubblico.

Finanziamento del deficit: debito e obbligazioni

Per coprire il deficit previsto, il Ministero delle Finanze intende emettere obbligazioni per un valore totale di 7.700 miliardi di rubli (circa 85 miliardi di euro). Si tratta di un incremento notevole rispetto ai 5.400 miliardi di rubli previsti nell’anno precedente, e indica una strategia di finanziamento sempre più aggressiva.

Emissione di obbligazioni e tassi di interesse

Le nuove obbligazioni dovranno offrire rendimenti elevati per attrarre investitori. Il 14 ottobre, ad esempio, sono stati emessi titoli con un tasso del 16,77 %, il più alto dal febbraio 2025. Un rendimento così elevato riflette il rischio percepito dagli acquirenti e la difficoltà di trovare finanziatori disposti a sostenere la spesa militare russa.

Difficoltà sul mercato: aste infruttuose

Le aste di obbligazioni tenutesi a luglio e a settembre si sono concluse senza offerte adeguate, costringendo il Ministero a dichiararle infruttuose. La mancanza di domanda ha spinto le banche a comprare l’84 % di un’emissione da 1.000 miliardi di rubli, ma solo dopo aver ricevuto un quasi equivalente importo dalla Banca centrale il giorno precedente. Questa dinamica evidenzia la dipendenza sempre maggiore del Cremlino dal supporto istituzionale piuttosto che da investitori privati.

Pressioni esterne: attacchi ucraini e impatto sull’economia

Oltre alle difficoltà finanziarie, la Russia deve far fronte a una crescente pressione militare da parte dell’Ucraina. Gli attacchi ucraini, soprattutto nel Mar Nero e nel Mar d’Azov, hanno provocato danni stimati intorno all’1 % del PIL russo, pari a circa 23 miliardi di euro. Questi eventi hanno un impatto diretto sulle infrastrutture critiche e sulla capacità del paese di mantenere la coerenza economica.

Colpo ai data center di Yandex

Uno degli obiettivi recenti degli attacchi è stato il settore digitale russo, in particolare i data center di Yandex. Queste strutture ospitano supercomputer di alto livello, come il Galouchkine, inserito nella classifica TOP500. Sebbene l’azienda sostenga che i supercomputer non siano stati danneggiati, sono stati trasferiti in sedi alternative, aumentando i costi operativi e logisitci.

Stime dei danni economici

Il presidente russo ha dichiarato che gli attacchi a infrastrutture energetiche e navali costeranno circa 23 miliardi di euro, ma gli effetti secondari, come l’interruzione dei servizi digitali, potrebbero aggravare ulteriormente il deficit. La combinazione di spese militari, costi di ricostruzione e un mercato obbligazionario poco recettivo rende la sostenibilità finanziaria della Russia un tema di grande attualità.

Autore

Andrea Innocenti

Andrea Innocenti ha coordinato dall'estero il rientro di una cronista napoletana durante una crisi diplomatica, gestendo contatti con consolati; è corrispondente esteri che definisce linee editoriali sulla geopolitica. Nato a Napoli, parla dialetto locale e mantiene rapporti con ONG partenopee.