Il nuovo presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, è al centro di una serie di investigazioni parlamentari guidate dall’House Oversight Committee. Il comitato, presieduto da Robert Garcia, ha già chiesto ai membri dell’entourage di procurarsi un legale, segnalando l’inizio di un processo di scrutinio che riguarda le attività commerciali della Trump Organization durante il suo mandato.
Le cifre che alimentano le indagini
Nel solo anno 2025 la figura di Trump ha registrato 2,2 miliardi di dollari di introiti provenienti da una molteplicità di settori: criptovalute, immobili di lusso, dispositivi tecnologici di alta gamma e persino un social denominato “Truth”. Attraverso otto fondi di investimento, il presidente ha effettuato più di 22.000 operazioni di compravendita sui mercati azionari, cifra che supera di gran lunga le attività di qualsiasi altro leader politico contemporaneo. Per confronto, il presidente Joe Biden ha operato su 13 acquisti in quattro anni.
Criptovalute, meme coin e donazioni
Le valute digitali rappresentano la fetta più redditizia del portafoglio di Trump. La vendita della memecoin $Trump e della cripto Wlfi ha generato più di 1,1 miliardo di dollari nel 2025. Nonostante un iniziale scetticismo – nel 2021 aveva definito il bitcoin una “truffa” – il presidente è ora considerato uno dei maggiori promotori dell’industria cripto, ricevendo donazioni per 116 milioni da società del settore. Inoltre, l’amministrazione ha chiuso il 60 % delle inchieste in corso sul mercato delle criptovalute.
Donazioni, lobby e il rischio di corruzione
Le imprese statunitensi e figure di spicco hanno versato centinaia di milioni di dollari per sostenere progetti come la futuristica “maxi-sala da ballo” della Casa Bianca, con una raccolta di oltre 330 milioni. Tra i contributori spiccano giganti della tecnologia – Apple, Nvidia, Google e Amazon – che hanno beneficiato di una regolamentazione più indulgente in ambiti quali intelligenza artificiale, data center e antitrust. Il futuro speaker democratico Hakeem Jeffries ha dichiarato che “la corruzione ha un prezzo” e ha promesso indagini immediate, sostenendo che favori amministrativi sarebbero stati scambiati per contributi finanziari.
Le prospettive di un perdono presidenziale
In vista delle elezioni di mid-term, Trump ha accennato alla possibilità di un perdono presidenziale preventivo, includendo membri della sua cerchia e potenzialmente personalità come Elon Musk. Musk, che ha donato più di 270 milioni di dollari alla campagna del 2024 e successivamente quasi 500 milioni per sostenere candidati repubblicani, è stato nominato “Doge” a capo del dipartimento per l’efficienza governativa, garantendogli così un accesso privilegiato alle informazioni federali. Parallelamente, la SpaceX di Musk ha ottenuto contratti per quasi 10 miliardi di dollari con agenzie come NASA e il Dipartimento della Difesa.
Altri protagonisti e affari internazionali
Il network di Trump Include anche figure come il fondatore di Binance, “Cz”, e il cosiddetto “sceicco spia” Tahnoon bin Zayed Al Nahyan, che ha partecipato al capitale della stablecoin Usd1 tramite un investimento di 500 milioni. Inoltre, Jared Kushner ha gestito il fondo Affinity, raccogliendo miliardi da fondi sovrani del Qatar, Arabia Saudita ed Emirati Arabi, e ha avviato un resort di lusso in Albania, appena autorizzato dal governo di Tirana. Queste operazioni suggeriscono un intreccio tra politica estera e interessi commerciali privati, alimentando il dibattito su possibili conflitti di interesse.
Il prossimo capitolo delle indagini
Il potere del Congresso di citare documenti e testimonianze sotto giuramento dovrebbe mettere a nudo almeno sette filoni di potenziali illeciti. Se le ricerche confermeranno le accuse, la questione potrebbe distogliere l’attenzione legislativa dalla lotta contro l’inflazione, diventando il principale topic politico per gli anni a venire.



