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6 Novembre 2026

Mercati azionari globali in calo: Europa, Asia e Wall Street

Le quotazioni azionarie europee scivolano sotto il segno delle elezioni USA, con il Ftse Mib in forte calo

Mercati azionari globali in calo: Europa, Asia e Wall Street

Le elezioni di medio termine negli Stati Uniti hanno prodotto una vittoria schiacciante per i Democratici, un risultato che gli investitori hanno subito interpretato come un possibile rallentamento della spesa legata all’intelligenza artificiale. La reazione è stata immediata e globale: i mercati azionari di Europa e Asia hanno registrato forti ribassi, mentre negli Stati Uniti il Nasdaq è riuscito a ribaltare parzialmente la perdita, registrando un guadagno di circa +1,3% nelle prime contrattazioni.

Ripercussioni immediate sui principali indici europei

All’apertura di Milano i future sul FTSE MIB hanno subito un calo dell’1,52%, spingendo l’indice a chiudere la prima mezz’ora con un -1,29%. Anche Londra e Francoforte hanno subito pressioni notevoli: il DAX ha perso 2,45%, mentre il FTSE 100 è sceso di 2,33%. A Parigi, il CAC 40 ha ceduto circa 1,8%. In media, i future sull’Euro Stoxx 50 hanno registrato una diminuzione di poco più dello 0,2%, segnale di un sentimento di cautela diffuso.

Dinamiche settoriali nel cuore di Piazza Affari

Nel contesto italiano, le azioni più colpite sono state Nexi (-3,9%), Saipem (intorno al -3%) e Generali (-2,8%). I titoli finanziari hanno mostrato una debolezza diffusa: UniCredit è rimasto stabile intorno allo 0,65%, mentre Intesa Sanpaolo ha perso 1,12%. Alcune realtà di peso come Technoprobe e STM sono riuscite a ribaltare la tendenza, guadagnando rispettivamente +1,36% e +1,82%.

Il fronte asiatico: cadute a doppia cifra

Parallelamente, gli indici del Pacifico hanno chiuso in negativo. La Corea del Sud ha registrato il peggior risultato, con un calo netto di 6%, mentre il Nikkei giapponese è sceso di 5,9%. Il yen ha reagito rafforzandosi a 157,80 per dollaro, ma la pressione sui titoli tecnologici è rimasta alta, alimentata dal timore di una possibile stretta normativa sull’AI negli Stati Uniti.

Nasdaq: l’eccezione che conferma la regola

Nonostante il contesto globale negativo, il Nasdaq ha offerto un barlume di speranza, guadagnando +1,22% nella prima ora di contrattazioni, per poi stabilizzarsi intorno all’+1,7%. Questo rimbalzo ha aiutato il Dow Jones, che ha perso solo lo 0,94%, e lo S&P 500, che ha chiuso con un +0,39%. Tuttavia, la capitolazione dei tre indici di New York nella giornata precedente, per un totale di oltre 3 trilioni di dollari, ha lasciato il segno, facendo scendere l’S&P 500 al minimo d’aprile 2025.

Sentimento degli operatori: il sondaggio Assiom Forex

Un’indagine condotta da Assiom Forex a ottobre, prima delle elezioni statunitensi, ha evidenziato un aumento del pessimismo: il 30% degli intervistati prevede un ribasso dei mercati azionari nei prossimi sei mesi, contro il 22% rilevato il mese precedente. Parallelamente, il 46% attende una stabilità, mentre il 25% spera in un rialzo. Sul fronte obbligazionario, il 55% prevede che lo spread BTP-Bund rimanga tra 100 e 150 punti base, con un calo della quota che prevede valori sotto i 100 punti dal 57% al 20%.

La combinazione di una vittoria democratica americana, il timore di una possibile frenata dei finanziamenti per i data center e la forte volatilità dei titoli high-tech ha generato un contesto di grande incertezza. Gli investitori europei, già in zona di difesa, stanno monitorando da vicino le evoluzioni della politica americana e le reazioni delle banche centrali, soprattutto della BCE, per valutare eventuali aggiustamenti di portafoglio nei prossimi mesi.

Autore

Francesca Spadaro

Francesca Spadaro ha ricostruito una catena di investimenti veronese partendo dai bilanci depositati alla Camera di Commercio; è analista finanziaria che coordina dossier su PMI e mercati. Laureata in economia, collabora con camerali locali e cura newsletter economiche territoriali.