Le elezioni di medio termine negli Stati Uniti hanno prodotto una vittoria schiacciante per i Democratici, un risultato che gli investitori hanno subito interpretato come un possibile rallentamento della spesa legata all’intelligenza artificiale. La reazione è stata immediata e globale: i mercati azionari di Europa e Asia hanno registrato forti ribassi, mentre negli Stati Uniti il Nasdaq è riuscito a ribaltare parzialmente la perdita, registrando un guadagno di circa +1,3% nelle prime contrattazioni.
Ripercussioni immediate sui principali indici europei
All’apertura di Milano i future sul FTSE MIB hanno subito un calo dell’1,52%, spingendo l’indice a chiudere la prima mezz’ora con un -1,29%. Anche Londra e Francoforte hanno subito pressioni notevoli: il DAX ha perso 2,45%, mentre il FTSE 100 è sceso di 2,33%. A Parigi, il CAC 40 ha ceduto circa 1,8%. In media, i future sull’Euro Stoxx 50 hanno registrato una diminuzione di poco più dello 0,2%, segnale di un sentimento di cautela diffuso.
Dinamiche settoriali nel cuore di Piazza Affari
Nel contesto italiano, le azioni più colpite sono state Nexi (-3,9%), Saipem (intorno al -3%) e Generali (-2,8%). I titoli finanziari hanno mostrato una debolezza diffusa: UniCredit è rimasto stabile intorno allo 0,65%, mentre Intesa Sanpaolo ha perso 1,12%. Alcune realtà di peso come Technoprobe e STM sono riuscite a ribaltare la tendenza, guadagnando rispettivamente +1,36% e +1,82%.
Il fronte asiatico: cadute a doppia cifra
Parallelamente, gli indici del Pacifico hanno chiuso in negativo. La Corea del Sud ha registrato il peggior risultato, con un calo netto di 6%, mentre il Nikkei giapponese è sceso di 5,9%. Il yen ha reagito rafforzandosi a 157,80 per dollaro, ma la pressione sui titoli tecnologici è rimasta alta, alimentata dal timore di una possibile stretta normativa sull’AI negli Stati Uniti.
Nasdaq: l’eccezione che conferma la regola
Nonostante il contesto globale negativo, il Nasdaq ha offerto un barlume di speranza, guadagnando +1,22% nella prima ora di contrattazioni, per poi stabilizzarsi intorno all’+1,7%. Questo rimbalzo ha aiutato il Dow Jones, che ha perso solo lo 0,94%, e lo S&P 500, che ha chiuso con un +0,39%. Tuttavia, la capitolazione dei tre indici di New York nella giornata precedente, per un totale di oltre 3 trilioni di dollari, ha lasciato il segno, facendo scendere l’S&P 500 al minimo d’aprile 2025.
Sentimento degli operatori: il sondaggio Assiom Forex
Un’indagine condotta da Assiom Forex a ottobre, prima delle elezioni statunitensi, ha evidenziato un aumento del pessimismo: il 30% degli intervistati prevede un ribasso dei mercati azionari nei prossimi sei mesi, contro il 22% rilevato il mese precedente. Parallelamente, il 46% attende una stabilità, mentre il 25% spera in un rialzo. Sul fronte obbligazionario, il 55% prevede che lo spread BTP-Bund rimanga tra 100 e 150 punti base, con un calo della quota che prevede valori sotto i 100 punti dal 57% al 20%.
La combinazione di una vittoria democratica americana, il timore di una possibile frenata dei finanziamenti per i data center e la forte volatilità dei titoli high-tech ha generato un contesto di grande incertezza. Gli investitori europei, già in zona di difesa, stanno monitorando da vicino le evoluzioni della politica americana e le reazioni delle banche centrali, soprattutto della BCE, per valutare eventuali aggiustamenti di portafoglio nei prossimi mesi.



